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Il legame tra sport e microbiota intestinale

Uno studio dell’Università dell’Arizona ha evidenziato le differenze tra microbiota degli atleti e quello della restante popolazione

Il microbiota intestinale ha un ruolo fondamentale nel mantenimento del nostro stato di salute. Per questo motivo è sempre più oggetto di studi scientifici. In particolare, la review svolta da Alex E. Mohr e dai colleghi dell’Università dallo stato dell’Arizona ha indagato la differenza tra il microbiota degli sportivi professionisti e quello delle persone lo praticano a livello amatoriale o non svolgono attività fisica (The athletic gut microbiota, Journal of the International Society of Sports Nutrition, 2020).

Dai numerosi studi raccolti nella revisione, sono emersi alcuni aspetti molto interessanti.

In primo luogo, il microbiota degli atleti è risultato maggiormente variegato e popolato da batteri promotori di salute. Ad esempio, la ricerca Community characteristics of the gut microbiomes of competitive cyclists (svolta da Lauren M. Petersen e pubblicata su “Microbiome” nel 2017), confrontando il microbiota di 22 ciclisti professionisti e 11 amatoriali, ha dimostrato un’associazione tra livello di esercizio e presenza di Prevotella e Akkermansia (batteri associati a un microbiota in salute).

Ancora più evidenti le differenze tra sportivi e sedentari. In uno studio osservazionale (Differences in gut microbiota profile between women with active lifestyle and sedentary women, 2017) è stato confrontato il microbiota intestinale di donne in premenopausa sedentarie e fisicamente attive. Sebbene l’esercizio fisico non fosse correlato alle differenze nella diversità o ricchezza del microbiota, i parametri sedentari (cioè il tempo e le pause sedentarie) risultavano inversamente proporzionali alla ricchezza del microbiota. Inoltre, l'analisi quantitativa della reazione a catena della polimerasi ha rivelato una maggiore abbondanza di specie batteriche che promuovono la salute nelle donne attive, tra cui Faecalibacterium prausnitzii, Roseburia hominis e Akkermansia muciniphila.

Un altro studio (Exercise and associated dietary extremes impact on gut microbial diversity, 2014) ha messo in evidenza la maggior diversificazione del microbiota intestinale dei giocatori professionisti di rugby di sesso maschile rispetto ai soggetti sani e non atleti abbinati per indice di massa corporea (BMI), età e sesso.

Sebbene il legame tra microbiota e sport sia ancora oggetto di analisi, gli studi svolti finora indicano che l'esercizio, i fattori dietetici associati e la composizione corporea promuovono un microbiota intestinale più sano. Le caratteristiche tipiche includono una maggiore abbondanza di specie batteriche che favoriscono la salute e una maggiore diversità microbica.

 

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